Sentireascoltare (Marzo 2007)
03-04-2007
Andrea Belfi è già noto nel circuito underground italiano per essere il batterista dei Rosolina Mar, e più recentemente per il progetto Christa Pfangen, duo con Mattia Coletti. Questo è il suo primo album solista, inciso per la svedese Häpna, ed è una decisa conferma del suo talento e di quanto siano vivide le sue visioni. Cominciando dal suo strumento, la batteria, esplora gli anfratti più remoti del suo animo, invitandoci a fare lo stesso, tramite fisarmonica, field recordings, chitarre e voci; strumenti inseriti in un lavoro assai compatto. Between Neck & Stomach, infatti, nasce da una ricerca di quattro anni durante i quali Belfi ha composto dei brani con l’intento di far diventare uno spazio vitale, per la precisione un’intera casa, una creatura vivente facendo suonare gli oggetti di uso comune.
Da qui la cosa si è evoluta scegliendo di utilizzare una sola nota per ogni pezzo, attorno alla quale costruire un ambiente sonoro. E così ecco di fronte alle nostre orecchie sei lunghi brani nei quali affiorano gli ascolti (Gastr Del Sol), ma sopra ogni cosa gli aspetti più onirici della scrittura di Belfi, altrove molto più solido (si pensi ai Rosolina Mar) e qui frantumato e mutevole non solo nel drumming, ma anche nei passaggi chitarristici e nelle frequenti incursioni alla fisarmonica, che trasmette una sensazione da ferita aperta. Dall’incipit a passo marziale di Sandglass fino al raga desertico al ritmo di applausi(!) di Footprints, aiutato da musicisti affini negli intenti (i ¾ Had Been Eliminated al completo) e persino da una Big Band la Ritmo Sinfonica della Città di Verona), la musica si agita senza posa, dando luogo ad una particolare concezione dell’elettroacustica, molto folk, se così si può dire.
L’ascolto del disco nella sua interezza aiuta a ricomporre i frammenti di un mosaico variopinto, il ritratto di un artista poliedrico che, presumibilmente, ha molte sorprese in serbo.
(7.0/10)
Italo Rizzo
|