Andrea Belfi
BIO  |   NEWS  |   PROJECTS  |   DISCOGRAPHY  |   GIGS  |   LINKS  |   CONTACTS  |  

DISCOGRAPHY
Andrea Belfi "Between Neck & Stomach" CD (Hapna records 2006)

1-Sandlglass
2-ExtraEvil listen
3-Broken Shoes
4-Sleeping With ExtraEvil listen
5-Her Own Desert
6-Footprints

Between Neck & Stomach is grounded on two core elements: the first is the material collected during the unique experiment of turning a house into "a living creature with its own voice" (just one example: a synth emitting one continuous note shaking a cupboard filled with pots, pans and plates). The second core element is the choice of just one thematic note per song, around which each track is built and balanced.

In this challenging album the acoustic elements and the electronic ones mingle, intertwine and sometimes switch places: the acoustic sounds are treated as they were electronic, and the actual electronic ones are played at the very moment. Rhythmic patterns go beyond the mere beat as AB shapes them in cycles, ever-circling but ever-changing, both reassuring and surprising. This album sketches imaginary landscapes where drums, guitars and voices blend into a bunch of eclectic tracks, which, in spite of their radical minimalist roots, are definitively worthy of the name 'songs'.

Andrea Belfi's skills in composing and editing is electro acoustic works were clearly perceivable in his 2002 debut album, Ned n°2, warmly welcomed and well reviewed by magazines such as The Wire, Bananafish, Sound Projector

REVIEWS

  • The Wire (December 2006)
  • Vital Weekly (December 2006)
  • Boomkat (December 2006)
  • Blowupmagazine (October 2006)
  • Sodapop (October 2006)
  • SandsZine (November 2006)
  • Undomondo (November 2006)
  • Cracked (November 2006)
  • Subjectivisten (November 2006)
  • Alternative Nation (November 2006)
  • Bad Alchemy (November 2006)
  • RockLab (Ottobre 2006)
  • Tiny Mix Tapes (November 2006)
  • Digital Industries (December 2006)
  • Sonhors (December 2006)
  • Debug (December 2006)
  • Kinda Muzik (December 2006)
  • All Music Guide (December 2006)
  • Sentireascoltare (Marzo 2007)
  • Monochrome magazine(October 2006)

  • REVIEWS
    SandsZine (Novembre 2006)
    22-12-2006

    Una costola dei 3/4hadbeeneliminated che fugge a tempi di rullante
    Andrea Belfi è personaggio molto frequentato nell'underground italiano, ora elettroacustico ed ora rock. "Between neck & stomach", per quanto ne so io, è il frutto di un lavoro molto travagliato e forse gelosamente custodito nei suoi cassetti, dato che l'arco temporale della sua composizione si estende dal 2002 al 2005, ed è probabilmente il prodotto di diverse riprese. Il disco è stato sviluppato in un periodo: - 2003 -, in cui iXem appariva come scena elettroacustica collettiva, unica ma principalmente pluralistica, periodo in qualche modo susseguito da una serie di esperienze molteplici che hanno visto il consolidarsi di molte realtà italiane che hanno pubblicato all'estero, e che l'hanno fatto sganciandosi in buona parte dai meandri di basse frequenze droniche che quella prima realtà/emanazione di "Superfici sonore" conteneva. Buona parte di quei musicisti che al tempo avevano già pubblicato, o stavano per pubblicare qualcosa, hanno abbandonato i panni di impegnati escursionisti del lowercase per impugnare strumenti acustici, folk, con un pallino principale: riscrivere, sempre con un apporto computeristico, un nuovo modo di riscrivere la massa sonora: vale a dire l'elaborazione di una forma compiuta di 'canzone', l'interesse per la costruzione armonica, l'innesto percussivo e molto altro. Si tratta di un fenomeno che ha preso piede non a caso con il primo 3/4hadbeeneliominated, poi si è manifestato in talune opere del Rocchetti, del Pilia, di Rinaldi, di Ielasi... Quello che prima era l'uso di uno strumento o di un ambiente soltanto, si è fatto carico di un quantitativo di tecniche, di modi, di strumentazioni sempre più varie, tra analogia, musica digitale, riassestamento computeristico, field recordings, dando vita ad una vera e propria manifestazione materica che si sta a sua volta agganciando ad un fenomeno mondiale che è la riscoperta del folk, l'interessamento al tribalismo, alla techno, all'elettroacustica intesa come riadornamento spaziale del suono. E Belfi appartiene a tutto ciò perché questo suo lavoro, nonostante i tempi di progettazione, che forse presagivano molto anticipatamente quanto citato, esce solo ora, e non suona 'vecchio'. A differenza del 3⁄4, la batteria percossa da Belfi, si fa più dinamica: materia d'accompagnamento ma anche sorgente di funzione lirica, e considerandone i collaboratori, potrebbe non a caso, essere un ulteriore disco, né più bello né più brutto del 3/4hadbeeneliminated. È un disco che si muove tra sfumature non troppo lisergiche, dislocazioni microfoniche che lo rendono spazializzante e con profondi effetti di tridimensionalità, intecci chitarristici liberi con molte pause riflessive. Un disco in parte improvvisato, in parte più umano e fragile di quelli citati e che lascia spazio al lowercasing o al tuorato max/msp se non una parte marginale o di missaggio, in favore dell’intero lavoro 'fisico' che c'è dietro. Da segnalare lo sliding enormemente ispirato dell'ultimo pezzo e gli interi fraseggi di batteria hawaiana. E tutto il lavoro di Tricoli in veste di produzione, che era lo stesso che aveva reso il Kranky di Dean Roberts un gran lavoro (dal momento che ascoltato dal vivo, in solo, faceva piangere!).
    SALVATORE BORRELLI

    Back to the archive