Blowupmagazine (Marzo 2007)
13-03-2007
E' davvero un gran momento per la scena avant rock e/o elettroacustica italiana.Nomi come 3/4hadbeeneliminated, Giuseppe Ielasi, Stefano Pilia, Valerio Tricoli, Andrea Belfi, Renato Rinaldi, sono ormai conosciuti a livello internazionale.Non che sia questo a determinare la forza, lo sapevamo e lo intuivamo anche prima, agli albori delle loro prime esperienze live e su disco.Adesso, appare nientemeno straordinario il progetto che vede coinvolti Andrea Belfi e Mattia Coletti, che si son dati per l'occasione il nome di Christa Pfangen, quais un omaggio all'indimenticata Nico (che si chiamava Christa Paffgen).Ma le analogie finiscono qui, a meno che non si volgia considerare l'attitudine sempre e comunque sperimentale-trasversale di una delle nostre più amate icone "pop". Se chitarra e batteria sono le assi portanti del duo Belfi/Coletti, ad impreziosire le nove autentiche canzoni che mettono in fila, servono anche opportuni devices ed oggetti sonori, mentre le voci sono come frammenti sparsi fra le note. Colpisce la dinamica potente e sicura dei suoni, sorretti da una ritmica che richiama il postrock degli albori, Gastr del Sol e Storm&Stress in testa, o l'avant rock dei Radian. La personalità dei duenon ammette comunque confronti: basta ascoltare Today, Showing you how a softer beat would work as well e Tiding up ,gettin out, per capire che siamo dalle parti della creatività pura, di un'inventiva nel costruire traccie di tre minuti o poco più, che sanno definire quasi alla perfezione, quella sintesi tra pop e avanguardia, se ancora mi passate questi termini, che da altre parti è magari soltanto malcelata ambizione. Il resto è puro piacere dell'ascolto (8). Gino dal Soler
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