Andrea Belfi
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DISCOGRAPHY
Christa Pfangen "Watch me getting back the end" (Die Schachtel 2007)

1-see me listen
2-today
3-I'm leaving
4-playing apart listen
5-showing you how softer beat would work as well
6-tiding up, getting out
7-simply, just an object
8-the nail, the eye
9-getting back the end

played, recorded, edited, & mixed by Andrea Belfi e Mattia Coletti

mastering by Giuseppe Ielasi

produced by Fabio Carboni e Bruno Stucchi

REVIEWS

  • SandsZine (January 2007)
  • Other Music (NY city coolest music store-February 2007)
  • Mimaroglumusicsales (February 2007)
  • Acquarius Records (February 2007)
  • Onda Rock (Febbraio 2007)
  • Blowupmagazine (Marzo 2007)
  • Sentireascoltare (March 2007)
  • Audversity.com (March 2007)
  • The Wire (April 2007)
  • Dusted Magazine (April 2007)
  • Foxy Digitalis (March 2007)
  • City Paper online music (2007)

  • REVIEWS
    Onda Rock (Febbraio 2007)
    27-02-2007

    I Christa Pfangen non hanno niente a che vedere con Christa Paffgen in arte Nico, forse è un omaggio, forse uno scherzo, ma la chanteuse tedesca è quanto di più distante si possa pensare. Invece, dietro a un nome particolarmente inusuale si cela il duo Andrei Belfi (batteria, percussioni, sintetizzatori, electronics) e Mattia Coletti (chitarra acustica, chitarra elettrica, electronics). Tutti e due hanno già alle spalle esperienze importanti, il primo è il motore che traina gli ottimi Rosolina Mar, il secondo si era fatto notare con i Sedia, in più entrambi stanno portando avanti anche le rispettive carriere soliste e le molte collaborazioni.

    La somma delle parti, però, ha poco a che vedere con i gruppi di partenza, il risultato è piuttosto inseribile in quell’ambito avant-rock elettroacustico che vede tra gli altri esponenti i 3/4HadBeenEliminated, Renato Rinaldi, Stefano Pilia o gli Å. Proprio questi ultimi erano stati gli ottimi apripista della serie Zeit della Die Schachtel e con questa uscita (la terza per il momento) l’etichetta conferma di aver trovato una sorta di standard. Visivo in primo luogo, infatti, come per gli altri, l’artwork è un digipack che si apre in tre, caratterizzato da figure semplici e astratte (tra l’altro anche in questo caso i colori sono solo tre).
    E’ una scelta simile a quella fatta dalla Rune Grammofon per le sue uscite. Una scelta che per l’etichetta norvegese si è rivelata vincente, perché grazie alla facile riconoscibilità dei suoi artwork si ha immediatamente una percezione di qualità della musica proposta, a prescindere dal fatto che si tratti del jazz spaziale dei Supersilent o della seria giocosità delle Spunk.

    Tornando al discorso dello standard, per fortuna se ne è imposto anche uno qualitativo per quanto concerne la musica perché, mettendo subito le cose in chiaro, l’esordio dei Christa Pfangen è semplicemente meraviglioso.
    “Watch Me Getting Back The End” è un album senza momenti morti, che vive della continua tensione tra scatti nevrotici (“Showing You How A Softer Beat Work As Well”) e rilassatezze estatiche (la splendida “I’m Leaving” o “Today”), tra percussionismi liberi (“Getting Back The End”) e ricercati intrecci chitarristici (“See Me”).
    Possibili termini di paragone potrebbero essere identificati negli Storm & Stress, oppure nei, tanto grandi quanto misconosciuti, San Agustin. Tuttavia Belfi e Coletti, due musicisti coi controcazzi è bene sottolinearlo, riescono a confezionare trentacinque minuti di musica molto personale, per cui al di là di inevitabili riferimenti (certe astrattezze dei Gastr Del Sol ad esempio) il giochino dei rimandi è destinato a fermarsi presto.

    Un centro pieno insomma.
    Andrea de Pellegrin

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